Il panorama del food delivery in Italia sta vivendo una vera e propria trasformazione grazie alla decisione di assumere rider.
Questo cambiamento potrebbe segnare un punto di svolta per decine di migliaia di lavoratori e per l’intero mercato del delivery, dove la precarietà ha da sempre dominato la scena.
Con l’introduzione di contratti di lavoro stabile, Just Eat promuove un sistema che sembra finalmente rompere con la tradizionale logica del lavoro a cottimo, che ha caratterizzato il settore del food delivery per anni. Un passo importante in un contesto in cui oltre l’80% dei rider delle principali piattaforme risultano sottopagati. La mossa della piattaforma britannica porta con sé stipendi certi, diritti aggiuntivi e un modello organizzativo che promuove la trasparenza e il rispetto dei lavoratori.
In particolare, Just Eat applica il Contratto Collettivo Nazionale della Logistica (CCNL), che tocca aspetti cruciali come sicurezza, ferie, malattia e prospettive di carriera, mettendo così a tacere le critiche mosse nei confronti di altre piattaforme che ancora oggi non prevedono tutele adeguate per i propri rider.
Il nuovo contratto per i rider: trasparenza, sicurezza e stipendio garantito
La scelta di Just Eat di adottare il CCNL Logistica è un passo che riconosce pienamente la dignità dei rider, offrendo loro una paga oraria base di 7,75 euro, con un’indennità mensile aggiuntiva di 1 euro, che porta il totale orario lordo iniziale a 8,75 euro. Questo importo è destinato a crescere progressivamente, arrivando al 100% della retribuzione tabellare in soli 14 mesi.
I rider con contratti part-time (30 ore settimanali) potranno guadagnare circa 1.500-1.600 euro lordi mensili, mentre quelli a tempo pieno (39 ore settimanali) arriveranno a guadagnare oltre 1.700 euro al mese. Un aspetto distintivo del contratto è la presenza di tutele aggiuntive, come la copertura di ferie, permessi, malattia, maternità/paternità e infortuni, e la possibilità di scegliere i turni tramite un palinsesto settimanale pubblicato in anticipo.
Non solo una paga dignitosa: Just Eat offre anche un rimborso chilometrico, bonus mensili per ogni consegna e l’opportunità di ricoprire ruoli organizzativi, come il Captain Rider, con un bonus orario aggiuntivo. Ogni rider potrà anche organizzare il proprio orario su basi trasparenti, con slot minimi di due ore continuative, favorendo così un miglior equilibrio tra vita privata e lavoro.

A fronte di queste novità, le altre piattaforme come Deliveroo e Glovo continuano a basare il loro modello su contratti autonomi, che retribuiscono i rider a cottimo, e a non garantire le stesse tutele. I dati della Procura di Milano (febbraio 2026) mostrano che oltre l’86% dei rider di Deliveroo e l’87,5% di quelli di Glovo sono sottopagati rispetto ai parametri di legge, con differenze annuali che arrivano fino a 12.000 euro rispetto a quanto previsto per il lavoro subordinato.
Anche sul fronte delle tutele, Just Eat si distingue: mentre le altre piattaforme spesso non offrono coperture reali per malattia, ferie e infortuni, i rider di Just Eat possono godere di una sicurezza molto maggiore, in linea con il contratto collettivo applicato.
Opportunità di crescita professionale
Il modello Just Eat non si limita a garantire un salario stabile e sicuro. Infatti, le opportunità di crescita professionale non mancano. I rider possono progredire nella carriera, diventando team leader o Captain Rider, con incrementi salariali e maggiore responsabilità. Un altro vantaggio di questo modello è l’accesso a benefit come la tredicesima e quattordicesima mensilità, oltre a premi di risultato e una solida formazione in ambito HACCP e sicurezza stradale.
Questo approccio rappresenta un’alternativa concreta alla precarietà che ha caratterizzato il settore fino ad oggi, garantendo una maggiore soddisfazione per i lavoratori e, di conseguenza, una riduzione del turnover, che secondo le ultime stime si è abbassato sotto il 20%.